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Thursday, 5 March 2015

Ginevra 2015: una buona scusa per tornare a farsi sentire sul blog

per la rinomata serie "ecchissene" e senza alcuna documentazione fotografica - mi rendo conto: verosimilmente l'unica componente potenzialmente interessante di un blog post - causa telefono scarico, ecco il mio attesissimo (da me) decalogo dalla giornata stampa del Salone di Ginevra 2015. Prometto agli esasperati followers e lettori che provvederò a scattare qualche foto non appena possibile, tentando di non proporre la minestra riscaldata dei giornalisti seri che ad oggi hanno già popolato la Rete di tutte le immagini di questo mondo. In assoluto si tratta, come altri hanno scritto, di un Salone in controtendenza rispetto alla moderna idea radical-chic di automobilismo, fatto cioè di auto elettriche che non inquinano e si guidano da sole. L'anno scorso era stato il Salone dell'innovazione e del risparmio; il Motor Show 2015 - forse leggermente più conservativo in termini di evoluzione motoristica - credo sia delineabile come il Salone del consolidamento, quasi a dire che per il momento, quello che è stato fatto per ottimizzare il mondo dell'auto è sufficiente (mah) e costituisce una base solida per i modelli a seguire.

Detto questo, ecco i miei scampoli di saggezza:


1. Range Rover uber alles come sempre: la Disco Sport accede a una fetta di mercato che possiamo definire ibrida, tra coloro che detestano la capacità di carico dell'Evoque, pur amandone lo stile, e chi non può permettersi di salire di categoria. Creano e vendono sogni su quattro ruote come la Signora Range - per quanto debba notare che chiunque di statura media si metta al volante automaticamente sparisca nei meandri dell'abitacolo e sembri automaticamente ridicolo. Cercano e colopiscono al cuore i nostalgici con i colori patinati e la grezza meraviglia delle edizioni rievocative del Defender, accompagnandolo con delicatezza British alla porta e dunque alla Storia; al contempo la esaltano in una specie di canto del cigno d'arancione vestito, una versione tamarra adatta tanto all'offroad quanto all'aperitivo milanese. Perfetti. 

2. Lotus è finalmente di ritorno con modelli un po' raffazzonati e paraculi (pseudo-neologismo per indicare due adesivi, due marmittone, un telaio alleggerito e via), ma sempre di Lotus si parla quindi va bene un po' tutto. OK sono di parte: e allora?

3. Parliamo di Germania: Mercedes spacca, tornando dopo 10 anni dal baratro delle auto da spacciatore - penso al mitico 190 - o da Granpa Pig con una miriade di modelli moderni e accattivanti. Ma dove siete stati sinora? La Classe C station è davvero un'operazione ben riuscita, un'opzione che giovani famiglie e professionisti non potranno ignorare a lungo. Mercedes ha eclissato la noiosissima Audi, la quale vive di rendita ormai da troppo tempo e si rende quasi perversa nel proprio masochismo presentando una Q7 se possibile ancora più brutta della precedente. Finisce peraltro clamorosamente ultima nella evidente guerra di SUV e crossover, il vero prezzemolo del mondo automobilistico moderno.

4. Fermo quanto detto sopra riguardo a Mercedes, mi chiedo: se uno può comprarsi una Ghibli con 55.000/60.000 EUR, per quale motivo al mondo deve pensare ad una berlina tedesca?

5. Volvo XC90, l'unica auto del futuro: grande, ma non enorme; prezzi contenuti, tecnologia ovunque; sicurezza passiva ad oggi inarrivabile, design moderno e sobrio, stile davvero Svedese con un gusto unico nel reinterpretare l'uso del legno senza sfociare nel concetto di radica anni 80. Mi piacerebbe ordinarla online, come Tesla insegna.

6. Se Bentley non copiasse la F-Type in modo tanto esplicito potrebbe serenamente anelare al titolo di brand di lusso più affascinante della nostra epoca per la consueta combinazione di charme, understatement, stile, tradizione, rivisitazione e alea di inaccessibilità.

7. Ferrari ha forse capito che i modelli con cofano a conca tipo vasca da bagno sono orribili, ed ha forse azzeccato un modello dopo anni di pessima ostentazione stilistica (no, ma: la FF qualcuno l'ha davvero comprata?) ed infatti il muso della 499 ricorda Lamborghini.

8. Morgan motors presenta ogni anno lo stesso parco vetture, parcheggiate allo stesso modo e perfino negli stessi colori, ed è costantemente assediata. Ed ogni anno mi faccio invitare dai loro commerciali alla fabbrica per ritirare di persona la mia three-wheeler che prima o poi mi comprerò. Chapeau.

9. Capitolo Hypercar, dato che pochi organizzano un trasfertone in terra Svizzera, con il Franco di oggi, per il pur rispettabile e curioso stand Qoros: non esisterà altra Hypercar all'infuori di Mc Laren P1. Amen. Viste dal vivo, ricordando che a Ginevra si guardano poco più che quadri immobili, dunque occorre basarsi esclusivamente sull'estetica e sulle sensazioni da sognatore, la Porsche 918 è fin troppo sobria, la LaFerrari, a prescindere dalla cacofonia del nome fatto giustamente oggetto di pubblico ludibrio, a parer mio è inguardabile con quella cupola centrale; resta la Ford GT40, notevole: spaventosa per dimensioni ed impatto, frutto di una ricerca stilistica capace di terrorizzare l'avventore ancora prima di essersi seduto al volante. Forse in questo senso è proprio americana, veicolando il messaggio di prepotenza anche a riposo.

10. OK, sì - ci sono anche le modelle, difficili da notare perchè assediate da anziani in cerca di risposte sulla propria autostima. In questo caso, non credo ci fossero altri stand oltre a Lamborghini: giusto? Guardate un paio di foto (1 e 2) e fatemi sapere!