© Fluid Images - reproduction for non-commercial purposes

Tuesday, 10 July 2012

Auto d'Epoca su FIAT e la liberalizzazione dei TLD

Cari Gentlemen Driver,

Ho letto con interesse e stupore l'editoriale pubblicato dal Direttore di Auto d'Epoca, dr. Catozzi, sul numero di Luglio Agosto della rivista: uno sfortunato scivolone, a parer mio. 

Credo sia opportuno premettere, per sgombrare il campo da potenziali equivoci, che sono un accanito lettore ed un estimatore di Auto d'Epoca, che reputo di gran lunga il miglior mensile Italiano in circolazione.

courtesy of http://www.behance.net
Il pezzo in questione, però, non mi pare completamente all'altezza della giusta fama del suo autore. L'articolo riguarda l’apertura, annunciata più di un anno fa da ICANN (l’organismo internazionale di amministrazione del Web, ndr), alla liberalizzazione dei TLD - le “desinenze”, all’italiana - i quali potranno formare oggetto di specifica domanda di deposito presso il Registro ed andare ad affiancare i ben noti ed ormai consolidati gTLD (.com, .net ecc.) ed i circa 250 TLD nazionali (.it, .fr) nella composizione di un dominio Web aziendale. 


Il Direttore parla della questione con specifico riguardo al segmento auto ed ai costruttori nazionali, stigmatizzando senza mezzi termini la corsa del Gruppo FIAT all’approvvigionamento di estensioni quali .fiat, .alfa., .alfaromeo: molte società, FIAT compresa, si sono infatti già mosse per dar seguito a quella che è stata definita un’opportunità rivoluzionaria, una delle principali sin dai tempi della creazione della Rete, che ne cambierà per sempre la struttura: la possibilità di acquistare desinenze aziendali e creare nuovi domini istituzionali quali, per restare nel mondo dell’auto, www.[nomeauto].fiat.

Il problema è che il Dr. Catozzi non sembra cogliere a pieno la portata di tale apertura, riducendo la questione a termini meramente economico/finanziari e rischiando a tratti di cadere, a parer mio, nella pura demagogia da crisi 2012 già vista in altre sedi (“in tempi di vacche magre”, “quante auto in più farà mai vendere un dominio .fiat [...]”.

La questione, invece, attiene non soltanto (e sarebbe già sufficiente) alla necessità per un leader mondiale come FIAT di mantenersi al passo con i tempi, e non perdere un vantaggio competitivo che nell’era digitale sarebbe irrecuperabile; in modo altrettanto importante, dal punto di vista giuridico la corsa ai nuovi gTLD è un passo dovuto, strettamente funzionale ad un’oculata gestione aziendale che non può prescindere non solo dalla presenza in Rete, ma anche dalla tutela degli IP asset del Gruppo. E' ad un tempo un saggio investimento ed una pratica difensiva che potrebbe far risparmiare milioni in cause legali e centinaia di ore buttate nel tentativo di bloccare l'utilizzo illecito - anche diffamatorio - e speculativo di quegli stessi TLD da parte di terzi.

Un esempio banale a riconferma di quanto dico? L’aver registrato il dominio www.fiat.it (al pari di ogni altro dominio aziendale) negli anni ’90 credo possa essere considerata senza tema di smentita una pratica fondamentale nel percorso di tutela ed affermazione del brand FIAT. Altri produttori in altri settori non si sono mossi con lo stesso tempismo e si sono amaramente pentiti delle proprie scelte rimanendo invischiati in lunghe e spiacevoli cause legali, o in dispendiose transazioni, per affermare il diritto alla proprietà ed all’uso di un dominio identico al proprio marchio denominativo, pur rinomato. Ora ci affacciamo ad una nuova fase del Web, potenzialmente della medesima portata e con conseguenze ancora più gravi, proprio a causa della crisi, per tutti coloro che perderanno il treno.

fotogramma da campagna FIAT
Credo sia necessario stimolare la competitività dei costruttori di casa nostra, non criticarne l’operato senza la necessaria prudenza e senza aver raccolto le necessarie informazioni. Sarei felice di essere smentito, ma non mi pare che questo percorso sia stato intrapreso da Auto d'Epoca nè che la testata si occupi a fondo di Web e delle sue potenzialità: tanto sembrerebbe potersi desumere dal Sito istituzionale della rivista, le cui news non freschissime sono addirittura ferme a Novembre 2011. 

4 comments:

  1. Caro Matteo, innanzitutto ti ringrazio per gli apprezzamenti che hai fatto alla rivista. Ti faccio anche i complimenti per il blog e in generale per la tua presenza web, che denotano un approccio professionale (e non potrebbe essere altrimenti vista la tua professione).

    Venendo al punto, ho trovato le tue argomentazioni sensate e condivisibili, oltreché ben circonstanziate, e anche qui la tua professione traspare, positivamente. Sul fatto che la liberalizzazione dei TLD sia una “opportunità rivoluzionaria” ho delle lecite perplessità, o comunque un atteggiamento meno entusiasta di altri. Il problema del “naming” su Internet esiste da sempre, e si è acuito con la progressiva “businessfication” (passami questo termine molto efficace) di Internet. Tu certo lo sai bene. Io dico, stiamo a vedere.

    Ad ogni modo, ciò che cercavo di stigmatizzare nel mio editoriale, e la questione dei domini ne era lo spunto, è la cronica scarsa attenzione del gruppo Fiat nei confronti del loro patrimonio storico (e temo purtroppo che la cosa non migliorerà col tempo); ad esempio, qualcuno sa che fine ha fatto il Museo Lancia? Qui non si tratta di “demagogia da crisi”, o di non aver “raccolto le necessarie informazioni” (che poi, ho forse scritto cose sbagliate?) ma della constatazione di un approccio disorganico al proprio “heritage”, che altre case invece affrontano con grande coerenza (e ricadute positive). Secondo me il tuo post ha trascurato questi aspetti concentrandosi (peraltro, lo ripeto, con inevitabile autorevolezza) su quelli legali, di branding, di “domain dispute”, ecc.

    Aggiungo che le mie considerazioni economiche presumevano l’utilizzo operativo dei nuovi TLD; altra cosa è semplicemente “bloccarli” per evitare che altri se li freghino, evitando così tutti i costi di gestione di una infrastruttura informatica dedicata (per la gestione dei DNS, ad es.) non proprio banale.

    Per quanto riguarda il sito di Auto d’Epoca, semplicemente non è ancora in produzione, e si capisce benissimo che non lo è, tanto è vero che non è nemmeno “pubblicizzato” sulla rivista cartacea :)

    Infine, perdonami, ma trovo alquanto fuorviante il titolo del tuo post, visto che Auto d’Epoca non è contro Fiat, anche se ogni tanto la critica. E non è nemmeno contro le liberalizzazioni dei TLD. Ci mancherebbe. Anche se così fosse, sai quanto gliene fregherebbe alla Fiat, o all’ICANN... :) La quale, quest’ultima, è per ora forse l’unica a guadagnarci dall’operazione, mi sa...

    Chiudo qui. Ti faccio un grande in bocca al lupo per la tua carriera di “classic” blogger, e chissà che il prossimo anno ti accreditino ufficialmente a Goodwood! :)

    ReplyDelete
  2. Cari lettori,
    Che meravigliosa sorpresa! Sono onorato di poter ospitare il Direttore Catozzi sul mio blog e felice di dare spazio al contraddittorio! Mi rendo effettivamente conto, forse un po' in ritardo, che il mio post possa risultare crudo alla lettura e che sia il risultato di una serie di pensieri convogliati in un unico flusso, con il risultato di perdere qualche sfumatura ed offuscarne il generale intento provocatorio, invece che aggressivo. Credo di dover lavorare sul mio stile acerbo per evitare di risultare spigoloso e, forse, dovrei anche riflettere sulla compostezza del titolo :-). Detto questo, sono assolutamente d'accordo con il direttore riguardo alla necessità anche - ma non solo - morale di proteggere il patrimonio heritage FIAT. Basti guardare al progetto recentemente lanciato da Jaguar Heritage per cogliere le potenzialità anche econnomica della tutela delle storiche. Mea culpa per non aver colto la natura temporanea del Sito, restiamo in attesa di goderne a pieno le potenzialità! Riguardo a Goodwood, credo che sarà necessario procedere con l'autofinanziamento per un bel po': spero di incontrare il Direttore e tutti voi nel Sussex al Revival meeting in Settembre! :-)

    ReplyDelete
  3. Colgo l'invito a partecipare alla discussione, riagganciandomi al recente tweet di Matteo. Non sono un esperto di marketing ma vorrei ugualmente dire la mia semplicemente a titolo di appassionato.

    Personalmente non vedo nulla di sbagliato né di scorretto nell'operato della Fiat in merito all'acquisto delle nuove estensioni di dominio. Mi sembra anzi una mossa previdente e in un certo modo "difensiva", per scongiurare sia usi lesivi o diffamatori che per evitare facili speculazioni da parte di qualcuno (ipotizziamo un utente privato che acquisti dei domini per poi rivenderli a caro prezzo al titolare del marchio).

    Faccio anche una certa fatica a trovare una connessione tra questa vicenda e il mondo dell'heritage. Penso che l'attenzione di una casa automobilistica verso il proprio passato si misuri da altre cose, come ad esempio la gestione dei propri musei e delle collezioni aziendali o la partecipazione agli eventi clou di setttore.

    Anche io come tanti ho temuto per la sorte del Museo di Arese o per la Collezione Lancia, ma una recente intervista al responsabile del patrimonio storico della Fiat ha dato una bella iniezione di fiducia, lasciando intravedere non solo la conservazione ma addirittura l'ampliamento e la valorizzazione del parco di veicoli storici.

    Nonostante il momento non sia dei più felici voglio avere comunque una attitudine positiva e dare fiducia: mi sembra ci siano segnali incoraggianti come la partecipazione alla Mille Miglia 2012 in via ufficiale. Chissà che non possa essere il primo passo verso una cultura dell'heritage come quella già da tempo attuata dai brand tedeschi.

    Ringrazio anche io il Direttore Catozzi e spero di poter continuare la discussione nel modo più costruttivo possibile!

    ReplyDelete
  4. Caro Giacomo, non vorrei ripetermi, ma qui non è in discussione il fatto che Fiat abbia fatto bene o meno ad accaparrarsi i nuovi TLD, se non altro per evitare fenomeni di cybersquatting (invero puramente teorici, visti i costi astronomici in gioco, e infatti le prenotazioni multiple, su cui l’ICANN si pronuncierà, si sono verificate solo sui domini più appetibili, come .auto, .book, .home, .inc, .llc, .mail, .movie, .news, ecc.). Sulla questione Matteo, nel suo ruolo privilegiato di esperto della materia, ha espresso opinioni chiare e condivisibili.
    La correlazione tra la questione TLD e “heritage” è semplicemente il vil denaro. Quello che mi sta a cuore è il patrimonio storico del gruppo, che negli ultimi tempi mi pare un po' trascurato dalla Fiat. Ma se mi dici che hanno intenzione di valorizzare i musei, addirittura ampliando il parco veicoli, non posso che esserne felicissimo, anche se, da inguaribile pessimista quale sono, attendo di vedere i fatti.
    Sulla partecipazione all’evento Mille Miglia, concordo che si tratti di un segno incoraggiante, anche se una Cinquecento in piazza e la presenza del buon John Elkann sono ancora un po’ pochino, in particolare a confronto della potenza di fuoco tedesca.
    Infine, tu dici che “l'attenzione di una casa automobilistica verso il proprio passato si misura da altre cose”. Certo, per l’appunto... :)
    Alla prossima!

    ReplyDelete